Cambiamenti in menopausa

Monica Martinelli • 26 maggio 2026

Come cambia il corpo di una donna durante la menopausa?

Più di 100 milioni di donne è in menopausa e la terapia viene fatta solo in una percentuale del 4%, con un’aspettativa di vita molto più lunga ed una vita sociale molto più attiva di un tempo

 L’evento più importante che si verifica con la menopausa è un improvviso cambiamento dell’equilibrio ormonale con tutte le conseguenze legate a questa carenza.

 Ogni donna ha la sua menopausa con sintomi che non sono uguali per tutti e che possono manifestarsi in tempi e modi diversi.

Alcune hanno evidenti manifestazioni dell’assenza degli estrogeni con vampate, insonnia, disturbi dell’umore, aumento di peso, soprattutto della circonferenza addominale, ma nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi e a volte addirittura assenti e la donna accetta la condizione di menopausa con tutte le conseguenze del caso. Ricordiamoci che gli estrogeni hanno numerosi effetti positivi  sul corpo della donna e la loro assenza porta ad un maggior rischio cardiovascolare, una fragilità delle ossa, una riduzione delle capacità cognitive e non ultimo sul benessere generale percepito. Il peggioramento di queste condizioni avviene lentamente e l’inizio precoce della terapia, per le donne che possono farla, permette di prevenire queste condizioni degenerative croniche.

Quali sono i principali sintomi della menopausa e come possono impattare sulla qualità della vita?

Il sintomo più importante per il quale la donna nel periodo prima e durante la menopausa consulta un ginecologo è la vampata, che arriva improvvisa in qualsiasi momento causando di giorno situazioni di imbarazzo e di notte alterando la qualità del sonno e di conseguenza la qualità di vita. E’ doveroso ricordare che più la donna ha queste manifestazioni vasomotorie e maggiore è il suo rischio cardio-vascolare (infarto cardiaco, ictus cerebrale, ipertensione) che diventa uguale a quello dell’uomo della stessa età.

Altro sintomo riferito è la secchezza vaginale e la difficoltà fino all’impossibilità di avere rapporti sessuali. Questo sintomo se indagato dal ginecologo interessa la maggior parte delle donne ed essendo la menopausa una condizione cronica non potrà che peggiorare negli anni qualora non venga trattato. Ricordiamoci che la menopausa interessa donne intorno ai 50 anni, e come dicevamo prima con una vita sociale attiva che comprende anche la sfera sessuale.

Questa perdita ormonale avrà negli anni un impatto sulla salute della donna che coinvolge ambiti diversi con un invecchiamento globale della pelle, perdita della massa ossea e del muscolo, alterazioni dell’umore, perdita della memoria è per questo che va istaurato con la paziente un dialogo che permetta una terapia anti-aging a lungo temine.

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) è una soluzione sicura per tutte le donne? Quali sono i pro e i contro della TOS, e in quali casi sarebbe particolarmente consigliata o, al contrario, sconsigliata?

La terapia ormonale sostitutiva con la quale intendiamo ripristinare i livelli ormonali della donna durante la menopausa, include un’ampia varietà di composti con proprietà estrogenica, combinazioni estro-progestiniche, modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni (SERM) con dosaggi e con vie di somministrazione differenti (compresse, creme, gel, cerotti, anelli vaginali).

E’ indubbio che questa terapia abbia dei benefici ma è importante la personalizzazione e facendo una selezione delle donne con una adeguata valutazione del rischio/beneficio.

La scelta e la durata dipendono dai fattori di rischio, dai sintomi e spesso dal rapporto Medico/Donna

 Secondo le linee guida della SIM (Società Italiana di Menopausa) la TOS rimane la terapia più efficace per il trattamento dei sintomi vasomotori e della sindrome genitourinaria ed è in grado di prevenire la osteoporosi e le fratture correlate.

Per quanto riguarda altri sintomi climaterici come i dolori muscolo-articolari, le alterazioni del tono dell’umore, le modificazioni del ritmo sonno-veglia e la qualità di vita in generale è indubbio che la possano migliorare con la TOS. Ovviamente esistono delle controindicazioni assolute, quali un pregresso carcinoma della mammella ed altre patologie note, che vanno considerate del conselling per la terapia.

Molto importante è il timing dell’inizio della terapia che deve essere precoce per mantenere l’effetto degli ormoni endogeni con un inizio della terapia prima dei 60 anni.

Cos’è il DHEA, quali sono i suoi benefici potenziali, e perché in Italia non è approvato? Ci sono rischi o effetti collaterali associati al suo uso?

Il DHEA viene considerato l’ormone della giovinezza, della vitalità.

Viene prodotto per il 75-90% dalle ghiandole surrenaliche ed il resto dalle ovaie ed il picco massimo si ha intorno ai 25 anni per poi cominciare a declinare dopo i 35 anni. La diminuzione del DHEA con l’età ha permesso di fare una correlazione tra i livelli nel sangue del DHEA-S (la sua forma solforata) e la longevità e questo spiega perché la somministrazione di questa molecola negli scorsi anni

Dal 2021 è stato proibita ai medici la prescrizione e ai farmacisti la preparazione galenica del DHEA in quanto ritenuto un agente dopante a scopi sportivi. Purtroppo non è stata fatta una distinzione in base alle categorie di utilizzatori di tale farmaco.

Le donne non hanno da allora potuto più usufruire dei suoi benefici sistemici quali l’azione sulloSskin-Aging, sulla capacità di affrontare lo stress, come equilibratore del cortisolo, sulla composizione della massa grassa e massa magra. Le controindicazioni restano le stesse della terapia sostitutiva classica. E’ possibile comunque continuare ad utilizzare il DHEA in forma galenica come crema vulvare per i disturbi di secchezza, atrofia vaginale, dolori durante i rapporti ed ha anche un’azione sulla libido. Esistono poi in commercio anche ovuli vaginali contenenti prasterone, un DHEA sintetico, efficaci per curare i sintomi della sindrome genito-urinaria della menopausa

Oltre alla TOS e al DHEA, quali altre soluzioni o approcci terapeutici possono aiutare le donne a vivere meglio la menopausa? Ci sono trattamenti naturali, integratori o nuove terapie che si stanno dimostrando efficaci per migliorare il benessere durante la menopausa?

Assolutamente sì. Esistono moltissimi integratori che possono aiutare le donne che non possono o non vogliono fare terapia estrogenica. Sono prodotti a base di Fitoestrogeni come gli Isoflavoni che troviamo nella soia e derivati, oppure a base di Cimicifuga racemosa entrambi con attività modulatrice agonista sui recettori degli estrogeni sull’osso e sul sistema nervoso centrale e antagonista sui recettori della mammella. Hanno messo in commercio anche un prodotto a base di estratto di polline purificato che agisce sul re-uptake della serotonina con ottimi risultati sulla vampata. Essendo comunque integratori vanno presi con una certa continuità in quanto gli effetti benefici si percepiscono a lungo termine. Il capitolo delle terapie non ormonali per i sintomi della menopausa deve assolutamente poi comprendere tutto il capitolo relativo alla sindrome genito-urinaria ove non è possibile un utilizzo di ormoni locali o sistemici.

In questo capitolo voglio comprendere tutti gli idratanti in gel, ovuli , l’utilizzo dell’ospemifene che assunto per bocca ha un’efficacia locale sui sintomi della secchezza vaginale ma con studi che lo coinvolgono anche nel benessere osseo e sempre per i sintomi legati all’atrofia vulvo vaginale e la lieve incontinenza tutte le terapie fisiche con l’utilizzo del laser, della radiofrequenza o dell’elettroporazione e non ultime tutte le terapie iniettive con acido ialuronico, Polipetidi, PRP e mutuate dalla medicina estetica per la biorivitalizzazione dei genitali.

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